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In merito ai lavori parlamentari sulla riforma degli ordinamenti professionali, la rappresentanza dei Revisori Legali esprime una posizione di ferma aspettativa basata sulla cogenza del diritto eurounitario.

Di seguito si riporta il testo integrale del documento depositato alla Camera

DDL ORDINAMENTI PROFESSIONALI ALLA CAMERA, UNRL PRESENTA MEMORIA E CORRETTIVI IN COMMISSIONE GIUSTIZIA: “NO A MONOPOLI CORPORATIVI SU VISTI, BILANCI E CRISI D’IMPRESA”

Revisori Legali

Roma, 5 ottobre 2026 – In occasione dell’istruttoria legislativa sul disegno di legge C. 3068 Governo (“Delega al Governo per la riforma della disciplina degli ordinamenti professionali”), l’Unione Nazionale Revisori Legali (UNRL) ha formalmente depositato presso la II Commissione Giustizia della Camera dei Deputati una dettagliata memoria tecnico-giuridica corredata da un pacchetto di proposte emendative.

La sigla sindacale, a tutela dei professionisti iscritti nel Registro dei Revisori Legali istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), lancia un duro monito contro il testo attuale del provvedimento licenziato dal Senato, il quale, limitando i criteri di delega ai soli ed esclusivi “iscritti negli albi professionali”, di fatto taglia fuori i Revisori Legali dalle competenze contabili e societarie contigue.

“Il testo attuale della delega è in aperto contrasto con l’Articolo 5, comma 1 del Regolamento UE n. 537/2014, normativa eurounitaria cogente che riconosce esplicitamente al Revisore la piena idoneità e legittimità a operare sui cosiddetti non-audit services”, dichiara il Consiglio Nazionale di UNRL.

“Le stratificazioni normative nazionali stanno cristallizzando asimmetrie ingiustificate: è inaccettabile pretendere 200 ore di formazione per i Revisori contro le 40 degli ordinistici per l’accesso all’Albo dei Curatori della Crisi, o impedire ai nostri iscritti – abilitati dallo Stato su ben 19 materie specialistiche – il deposito diretto telematico dei bilanci con autentica di firma, la rappresentanza tributaria e l’apposizione autonoma del visto di conformità”.

UNRL evidenzia come erigere o consolidare simili steccati corporativi non solo penalizzi la meritocrazia di una categoria che riveste lo status sostanziale di Pubblico Ufficiale a salvaguardia dell’ordine pubblico economico, ma violi frontalmente il Test di Proporzionalità europeo (D. Lgs. 142/2020). Ciò esporrà inevitabilmente l’Italia a pesanti procedure di infrazione comunitarie ex art. 258 TFUE.

I correttivi emendativi proposti da UNRL puntano a una clausola generale di coordinamento normativo e di salvaguardia a costo zero per le casse dello Stato, tesa a equiparare le tutele del Registro MEF e a garantire la parità concorrenziale nel mercato dei servizi alle imprese.

L’Unione annuncia lo stato di mobilitazione permanente e si dice pronta a sostenere le proprie ragioni in ogni ulteriore sede di audizione tecnica presso Montecitorio.

L’UNRL – Unione Nazionale Revisori Legali formula l’espresso auspicio e la ferma aspettativa che codesta onorevole Commissione accolga le superiori proposte emendative.

La ragionevolezza tecnica dei correttivi formulati non risponde a rivendicazioni di parte, bensì all’inderogabile necessità di conformare l’ordinamento nazionale ai precetti di ordine pubblico economico del diritto eurounitario.

L’adeguamento ai criteri speciali sui non-audit services previsti dal Regolamento UE n. 537/2014 e il rispetto del Test di Proporzionalità ex D.Lgs. 142/2020 costituiscono l’unico percorso tecnicamente sostenibile per garantire la certezza del diritto, la tutela del mercato e l’efficienza delle imprese, prevenendo onerosi contenziosi in sede comunitaria.

L’Unione vigilerà costantemente sull’andamento dei lavori parlamentari, confermando lo stato di mobilitazione permanente della categoria e restando a disposizione per ogni eventuale audizione tecnica o chiarimento istruttorio.»

Ufficio Stampa UNRL E-mail: ufficiostampa.unrl@revisori-legali.com

Web: www.revisori-legali.com/contatti

 

La determinazione emendativa presentata dall’UNRL sul disegno di legge C. 3068 punta a inserire criteri di coordinamento organico all’interno dell’Articolo 2.

L’obiettivo è salvaguardare le competenze specifiche riconosciute dalle leggi speciali vigenti ai soggetti iscritti in registri pubblici statali e sottoposti a vigilanza ministeriale, garantendo la parità concorrenziale sul mercato a tutela del tessuto imprenditoriale e delle imprese.

La stabilità ordinamentale e il rispetto delle direttive europee costituiscono l’unico percorso tecnicamente sostenibile per evitare l’insorgere di nuove barriere burocratiche nazionali e onerosi contenziosi giurisdizionali in sede comunitaria.

L’Unione invita tutta la comunità dei iscritti a fare blocco comune a difesa della dignità della funzione contabile